NOLA: DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE IN CENTRO STORICO. SCADUTI I TERMINI PER LE OSSERVAZIONI.

NOLA: APERTURA AGLI INTERVENTI DI DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE IN CENTRO STORICO.
Scaduti i termini per la presentazione delle Osservazioni alla Variante tecnica degli artt. 8 e 9 delle NTA.

di Maurizio Barbato 

Sono scaduti i termini per la presentazione delle osservazioni alla variante tecnica degli artt. 8 e 9 delle norme tecniche di attuazione, allegate al vigente Piano Regolatore Generale di Nola.
La variante urbanistica in corso riguarda la modifica della normativa di attuazione relativa alle Zone A e alle Zone B, rispettivamente disciplinate dagli articoli nn. 8 e 9, aprendo agli interventi di demolizione e ricostruzione oggi impediti, in tali zone, dalla norma vigente.
La Zona A, centro storico, comprende un’area urbana che, seppur disomogenea, è ricca di stratificazioni di arte, di architettura e di storia; invece, la Zona B1, edificata satura, cinge la prima e comprende le aree edificate dal dopoguerra fino alla fine degli anni ’70.
In particolare, come si legge dalla relazione di accompagnamento, le “esigenze di aggiornamento correttivo/integrativo sono suscitate”, oltre che da contraddizioni contenute nell’attuale norma per la Zona A, “anche dalle implicazioni derivanti da alcune innovazioni legislative introdotte successivamente alla approvazione del PRG”.
Finora la normativa vigente ha messo al riparo il nostro centro storico da interventi che avrebbero determinato trasformazioni pregiudizievoli rispetto alla esigenza di tutela.
L’attuale normativa di attuazione, approvata con D.P.G.P. n. 125 del 7 giugno 1995, ammetteva in origine, per il centro storico della città, Zona A, e per l’immediato contorno, Zona B1, esclusivamente interventi che fossero di manutenzione ordinaria, straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, subordinando gli interventi di maggior impatto, come la ristrutturazione, alla redazione di piani di recupero.
La norma venne successivamente modificata nel 2004 ammettendo una “ristrutturazione parziale”, per consentire ai privati interventi, quale frazionamenti e cambi di destinazione d’uso, che in quel momento storico afferivano ancora alla categoria della ristrutturazione, ma inibendo, in maniera chiara, la demolizione e ricostruzione al fine di evitare opere capaci di introdurre alterazioni irreversibili.
Oggi l’evoluzione normativa, l’impulso di norme che prevedono  premi volumetrici e il ricorso sempre più frequente ad azioni legali da parte di cittadini, pongono ancora una volta al centro del dibattito la questione della ristrutturazione a livello locale.
Ripercorriamo, allora, in ordine temporale le fasi che finora hanno caratterizzato l’iter di variante in corso.
Con Delibera di G.M. n° 70 dell’11/04/2017, la Giunta Municipale di Nola ha dato direttiva all’Ufficio tecnico di procedere alla variante normativa per aggiornare e modificare le NTA per la sola Zona “B1”.
Così il 10 luglio scorso il dirigente del settore urbanistica ha convocato i responsabili di varie organizzazioni per le consultazioni, secondo quanto previsto dalla L.R. 16/04 e dal relativo regolamento di attuazione.
Successivamente con Delibera di G.M. n° 172 dell’19/07/2017, è stata approvato la proposta di adottare la variante tecnica degli artt. 8 e 9 delle NTA.
Il 31 luglio è stato pubblicato sul BURC l’avviso relativo all’adozione della variante urbanistica e alla eventuale presentazione delle osservazioni.
Considerata la questione pluridecennale della pianificazione di recupero, ci si sarebbe aspettati una norma di impulso tesa alla valorizzazione di quest’area.

Aprire alla possibilità di attuare, in particolare nella zona A, interventi di ristrutturazione pesante quali la demolizione e la ricostruzione, non solo mette a rischio la tutela del nostro patrimonio storico ed artistico ma è  in controtendenza rispetto ad un orientamento, più generale, che programma, per i centri storici, interventi di maggior tutela come il restauro e risanamento conservativo.
La variante potrebbe costituire davvero un’occasione da non perdere per la città, per dare impulso al settore, attrarre investimenti, rinnovare il tessuto urbano e le strutture oramai vetuste.
Ma il presupposto imprescindibile dal quale partire è il censimento degli edifici, dei monumenti di pregio artistico, storico, architettonico e ambientale e l’individuazione degli interventi su di essi ammissibili.
E’ necessario verificare caso per caso la possibilità di consentire interventi radicali come la demolizione e ricostruzione nel centro storico.
Questo soprattutto alla luce dell’ulteriore elemento di qualificazione di quest’area, derivante dal fatto che l’UNESCO ha posto sotto la propria egida la Festa dei Gigli e con essa implicitamente il contesto ove si svolge, in quanto ne costituisce parte integrante.