GIGLI: LA DELUSIONE DI UN BALCONE VUOTO

GIGLI: LA DELUSIONE DI UN BALCONE VUOTO

DECIBEL ASSORDANTI E SOSTE PROLUNGATE ALLONTANANO GLI APPASSIONATI

di Maurizio Barbato

Osservare le macchine da festa che attraversano il percorso storico della città è veramente uno spettacolo unico. Un mare di gente riempie i vicoli, le strade e i balconi degli edifici storici pronti a cogliere un brivido, un attimo di felicità presso i luoghi più conosciuti del circuito pomeridiano. I colori dei gigli si mescolano a quelli della folla che popola le strade e gli edifici. Il vigore dell’esibizione è tanto più intenso quanto maggiore è il coinvolgimento con essa.

Tuttavia la Festa si svolge in un crescendo di partecipazione e di emozioni che gradualmente lascia spazio, talvolta, ad una rappresentazione ripetitiva e noiosa.

Il tempo trascorre scandito dalle esibizioni delle paranze. Cinque, dieci, quindici girate e, se possibile, anche di più. La sosta per i ristori, un’altra ancora e ancora una, inoltre quelle per i cambi delle maglie. Girare e aumentare i decibel all’inverosimile per favorire un maggiore coinvolgimento e dare linfa al motore della compressione.

Sono le regole ferree dalle quali sembra che non si possa derogare e costituiscano la garanzia per ottenere il successo dello spettacolo.

Intanto basta alzare gli occhi e osservare che il balcone gremito di gente all’inizio della kermesse pian piano si svuota rimanendo senza spettatori.

Il comitato registra un calo notevole di partecipazione man mano che si avvicinano le ore dell’alba; i cullatori sono tutti attrezzati con opportuni dispositivi di protezione individuale per proteggersi dagli assordanti suoni provenienti dalle casse potenziate al massimo; molte finestre si chiudono per attenuare il livello dei decibel e proteggere l’udito di anziani e  bambini; i nolani  impegnati in attività il lunedì non possono godere a pieno dello spettacolo; finanche l’osservatore che proviene dall’esterno ai primi attimi resta estere fatto dalla manifestazione, ma dopo un po’ è annoiato dai lunghi tempi di attesa.

Inoltre costatare che della tanto decantata tradizione musicale alcunché si comprende e che alle prime ore dell’alba le macchine da festa attraversano le strade cittadine con un seguito scarno e affievolito, fa riflettere sulla convinzione di quanti assurgano a modello questa impostazione della festa sicuri di soddisfare le richieste ed il divertimento dell’intera cittadinanza e dei suoi ospiti.

Sebbene prevalga ancora un’equilibrata e diffusa rassegnazione sempre più frequenti si sentono affermazioni di disagio sull’andamento della festa in riferimento ai temi degli orari e dei decibel.

La Fondazione Festa dei Gigli, istituto deputato alla valorizzazione, ha svolto un buon lavoro sulle dimensioni delle strutture delle macchine da festa che, seppure tra non poche difficoltà, ha segnato la strada per la restituzione della configurazione strutturale del giglio. Un analogo percorso sarebbe auspicabile anche sui temi degli orari e dell’intensità sonora.

Abbiamo assistito quest’anno, a Piazza Paolo Maggio, ad uno spettacolo che ci ha emozionati: un inedito gemellaggio tra il giglio e la barca.

Ci auguriamo che la festa continui ad essere uno spettacolo ma soprattutto che sia capace di rinnovarsi recependo anche le moderate richieste che provengono da chi vuole “viverla” e “sentirla” fino in fondo.

 

Articolo del 04.07.2017 pubblicato su il C@zziblog di ra.na.

Recensione su “CRONACHE DI NAPOLI” del 01.07.2017